Luna del Grano – 18 agosto 2016

luna-tra-le-nubiLa Luna del Grano è un esbat molto importante: si celebra infatti nel periodo seguente al sabbat di Lughnasad.  Lughnasad è stato celebrato il primo agosto, ma le sue influenze si estendono anche per il periodo seguente, in generale fino a quando è percepibile il cambiamento verso le forze del sabbat successivo.  La Luna del Grano si situa nel periodo intermedio fra il sabbat di Lughnasad e quello di Mabon (equinozio d’autunno), rispettivamente il sabbat di celebrazione della mietitura e del raccolto estivo e quello che segna l’ingresso in autunno e la fine della stagione agricola. L’esbat risente quindi dell’influenza di Lughnasad e al tempo stesso demarca il lento ma costante virare delle forze verso un altro giro della ruota dell’anno.La Luna del Grano richiama la stagione del raccolto, fuori è ancora estate, il sole caldo continua a regnare, ma i suoi raggi cominciano lentamente a declinare prima, le giornate quasi impercettibilmente risultano un po’ meno calde al mattino e nelle notti, la luce stessa del giorno muta diventando meno abbacinante e più distinta, delicata. E’ la luna della coscienza del cambiamento: viviamo con gioia questi giorni estivi, facciamo scorta dei caldi raggi solari sulla nostra pelle e sentiamo che oltre al raccolto che abbiamo ottenuto con quest’anno di semine si avvicinerà presto il periodo del ritiro, della discesa dentro di noi per riemergere poi nuovamente alla luce.Il simbolo rituale che può essere usato per meditare in questo esbat è la spiga di grano: prepariamo il nostro altare per la celebrazione decorandolo con panni argentei e dorati, a richiamare sia il momento di celebrazione lunare che l’elemento della stagione: il sole dorato. Poniamo al centro del nostro altare la spiga di grano e contempliamola: proviamo a dirigere la nostra attenzione verso ciò che simboleggia. La spiga matura è simbolo del raccolto dell’anno: la dura fatica, il lavorio interiore e l’investimento di energie e volontà che ha reso possibile la nascita e la maturazione dei nostri progetti. E’ soddisfazione, perché piccoli o grandi che fossero, esteriori e visibili o interiori e percepibili solo a noi stesse, essi sono lì di fronte a noi, manifesto segno di ciò che possiamo compiere. Hanno dato frutto.

La spiga è anche simbolo di nutrimento: il frutto del nostro lavoro non è solo un risultato fermo e immobile, un trofeo da mettere su una mensola, esso è soprattutto cibo, nutre il nostro animo rinforzandolo, rendendolo più sicuro delle proprie capacità e della spinta che può dare alla nostra vita. E’ quindi anche punto di partenza e di generazione di nuove forze e progetti per i mesi a venire.

immagine tratta dalla rete
immagine tratta dalla rete

Ma la spiga di fronte a noi è anche qualcosa in più: è composta da molteplici semi. I suoi chicchi richiamano quelli che sono stati seminati ad inizio stagione, nascosti nel ventre buio e caldo della madre terra con la promessa di germogliare, e ora ognuno di quei chicchi ne ha generati molteplici sulla spiga matura. E’ simbolo di morte e rinascita: il ciclo di mutamento che connota ogni aspetto della vita umana e della terra. Per poter generare qualcosa di nuovo, qualcosa deve anche avere termine. E viceversa: ogni cosa che finisce ha anche un nuovo inizio. Tutto è trasformazione, vuole dirci la spiga di grano. Il messaggio è positivo, è una promessa di nuova vita e di cambiamento. Il suo mistero di morte e rinascita è evidente davanti ai nostri occhi e la forza del suo significato risiede proprio nella semplicità con cui si mostra a chi sa vedere.

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